In tale occasione si rinnovano tutti i seggi della Camera dei rappresentanti, un terzo di quelli del Senato e la maggior parte delle cariche esecutive dei singoli stati federati a partire dai governatori.
Descrizione
La tornata elettorale si tiene il martedì seguente il primo lunedì del mese di novembre degli anni pari e riguarda i 435 membri della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato (alternativamente 33 o 34). Queste elezioni si tengono a metà del mandato presidenziale (che dura 4 anni), e da ciò deriva la loro denominazione.
Le elezioni di metà mandato riguardano anche i governatori di 36 dei 50 Stati membri degli Stati Uniti: 34 Stati infatti eleggono i loro governatori per mandati quadriennali durante le elezioni midterm, mentre il Vermont e il New Hampshire eleggono i propri governatori per mandati biennali in concomitanza, quindi una volta con le elezioni presidenziali e una volta con le elezioni midterm. Molti Stati eleggono anche i membri delle proprie legislature statali. Si tengono inoltre elezioni a livello municipale per molti sindaci, altre cariche pubbliche locali e una vasta gamma di iniziative referendarie (sia di iniziativa popolare che legislativa). Tuttavia, diverse amministrazioni statali e locali preferiscono evitare del tutto sia gli anni presidenziali che quelli delle elezioni midterm, programmando le proprie competizioni elettorali locali durante gli anni dispari, i cosiddetti "off-years".
Spesso vengono indette elezioni speciali in concomitanza con quelle regolari, portando all'elezione di ulteriori senatori, governatori o funzionari locali per mandati parziali.
Le ultime elezioni di metà mandato per la Camera dei rappresentanti e per il Senato si sono tenute l'8 novembre 2022, data nella quale si tennero anche elezioni per alcuni governatori degli stati.
Costituzione
L'Articolo II, Sezione 1, Comma 1 della Costituzione degli Stati Uniti fissa la durata del mandato presidenziale a quattro anni, mentre l'Articolo I, Sezione 2, Comma 1 stabilisce un mandato di due anni per i membri del Congresso eletti alla Camera dei Rappresentanti. L'Articolo I, Sezione 3, Comma 1 prevede invece un mandato di sei anni per gli eletti al Senato, con il Comma 2 che divide tale assemblea in tre "classi", in modo che circa un terzo dei seggi sia soggetto a rinnovo elettorale ogni due anni.
Valore politico
Le elezioni di metà mandato assumono inevitabilmente anche il valore di giudizio politico sull'operato del presidente e dal loro esito è possibile fare analisi di previsione in ordine alle scelte politiche del biennio successivo, anche per via di un eventuale governo diviso che può generarsi dall’esito delle urne.
Il partito del presidente in carica tende solitamente a perdere consenso durante le elezioni di metà mandato: dalla Seconda Guerra Mondiale, il partito presidenziale ha perso in media 26 seggi alla Camera e 4 seggi al Senato. Da quando sono state introdotte le elezioni cosiddette di midterm, solo in otto occasioni (sotto i presidenti Woodrow Wilson, Franklin D. Roosevelt, John F. Kennedy, Richard Nixon, Bill Clinton, George W. Bush, Donald Trump e Joe Biden) il partito del presidente ha guadagnato seggi in una sola delle camere e solo due volte (con Roosevelt nel 1934 e Bush nel 2002) ha visto un incremento di seggi in entrambi i rami del Congresso. Le perdite durante il secondo mandato di un presidente (al sesto anno di presidenza) tendono a essere più marcate rispetto a quelle del primo mandato; questo fenomeno è stato soprannominato «crisi del sesto anno» (six-year itch).
A causa dei meccanismi di rielezione diversi fra le due Camere (la Camera dei rappresentanti si scioglie automaticamente ogni due anni; i mandati dei senatori sono individuali e non è previsto lo scioglimento automatico del Senato), sovente accade che per fine mandato siano in concorso anche alcuni seggi del Senato.
Voci correlate
Elezioni negli Stati Uniti d'America
Collegamenti esterni
Q&A: US mid-term elections, BBC News, 8 novembre 2006. URL consultato il 26 maggio 2010.